La Civica Raccolta di terraglia, nata nel 1968, apre ufficialmente al pubblico nel 1971 nel cinquecentesco Palazzo
Perabò, con una dotazione di opere in ceramica che ne segna con chiarezza il destino e la vocazione. La
maggior parte delle opere provengono dalla raccolta della Società Ceramica Italiana Richard-Ginori, dalla
donazione Scotti-Meregalli, dalla donazione Franco Revelli e altre donazioni private.
La collezione documenta la produzione in terraglia forte da metà del 1800 ai giorni nostri nell'area lombarda.
Tra i direttori artistici delle ceramiche lavenesi, Giò Ponti, Guido Andlovitz, Antonia Campi sono stati i
più prestigiosi.
Il loro design ha dato un'impronta insuperata nella produzione ceramica lavenese, conosciuta in tutto il mondo.
Nelle numerose sale, allestite al piano nobile del Palazzo soprattutto grazie al deposito di pezzi artistici da parte
della Richard Ginori, si possono ammirare grandi vasi, portaombrelli, piatti e servizi da tavola finemente decorati,
realizzati tra la fine dell'Ottocento e primo Novecento dalle maestranze della Società Ceramica Italiana (SCI)
di Laveno Mombello; opere in stile Liberty e pezzi ormai rari di servizi igienici di manifatture italiane e straniere.
Sculture e pannelli in ceramica di A. Biancini, A. Campi, G. Andlovitz, P. Melandri, G. Gariboldi impreziosiscono le
pareti del Palazzo e delle sale, attestando l'assoluto livello artistico delle opere prodotte nelle Ceramiche lavenesi.
Nell'ultimo decennio la collezione è andata arricchendosi di opere di artisti contemporanei che vedono nella
ceramica uno dei terreni privilegiati d'indagine.