Considerazioni della
commissione giudicatrice
Il progetto è sostenuto da tutta la Giuria con diverse motivazioni: curriculum dell'artista;
legame con il Museo per il richiamo del suo progetto alle linee della produzione di Antonia Campi;
possibile interazione con il pubblico; facilità e concretezza nel programma di realizzazione.
La Giuria ritiene fondamentale che la parte in ceramica del progetto venga realizzata ottenendo la
colorazione bianca tipica della ceramica di Laveno Mombello.
Valentina Gallo e Fabrizio Ridolfi
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La funzione comunicativa è al centro di quest'installazione che è
stata pensata non come un semplice arredo urbano, ma come un'opera che stimoli l'intervento del
pubblico e che sia quindi in grado di rispondere ad esso; questa comunicazione s'instaura grazie
al suono che il pubblico può provocare, scoprendo così un nuovo aspetto della
ceramica.
L'intervento sarà situato in uno spazio verde aggettante sul lago in linea con l'ingresso del museo, per la sua grande visibilitÀ sia dal lungo lago, che dal pontile, che dallo stesso museo. L'opera consta di dieci colonne in ceramica di tre metri d'altezza, fissate nel terreno, ma calibrate in modo tale da oscillare al tocco dei fruitori producendo così un suono generato nella parte centrale di forma ogivale. Queste forme sonore s'ispirano alle linee di design esposte nel museo, creando così una continuità tra interno ed esterno, tra arte e natura, tra museo e lungolago. Esse sono state pensate per essere parte integrante dell'albero collocato in questo spazio, quasi come se fossero frutti da esso generati. Le colonne verranno realizzate in gres, materiale adatto alle opere da esterno, dal momento che il suo basso grado di porosità lo rende resistente agli urti e agli agenti atmosferici e saranno rivestite da uno smalto bianco ad effetto di nostra formulazione. Questo colore è stato scelto per risaltare sullo sfondo ed evocare gli oggetti d'uso prodotti nella zona di Laveno Mombello ancora oggi.
L'intervento sarà situato in uno spazio verde aggettante sul lago in linea con l'ingresso del museo, per la sua grande visibilitÀ sia dal lungo lago, che dal pontile, che dallo stesso museo. L'opera consta di dieci colonne in ceramica di tre metri d'altezza, fissate nel terreno, ma calibrate in modo tale da oscillare al tocco dei fruitori producendo così un suono generato nella parte centrale di forma ogivale. Queste forme sonore s'ispirano alle linee di design esposte nel museo, creando così una continuità tra interno ed esterno, tra arte e natura, tra museo e lungolago. Esse sono state pensate per essere parte integrante dell'albero collocato in questo spazio, quasi come se fossero frutti da esso generati. Le colonne verranno realizzate in gres, materiale adatto alle opere da esterno, dal momento che il suo basso grado di porosità lo rende resistente agli urti e agli agenti atmosferici e saranno rivestite da uno smalto bianco ad effetto di nostra formulazione. Questo colore è stato scelto per risaltare sullo sfondo ed evocare gli oggetti d'uso prodotti nella zona di Laveno Mombello ancora oggi.
