Midec Ceramic Contest

Considerazioni della
commissione giudicatrice

La Giuria si esprime in modo favorevole in relazione all'idea progettuale dell'intervento.
Le dimensioni ridotte però lo rendono poco incisivo nella sua collocazione esterna.

Ottaedro, Valerio Marchesi, alberto Parola, Gabriele Farinella e Cesare Garbagnol

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L'idea alla base del progetto nasce da esperienze simili già realizzate da Ottaedro per rappresentare tridimensionalmente situazioni o paesaggi mediante l'uso di una associazione multipla di linee bidimensionali. Il dover rappresentare il museo, le ceramiche, il lago, ci ha portato a creare una sorta di "paesaggio virtuale" che, pur avvicinandosi alla realtà dei luoghi e dei temi proposti, viene volutamente distorto da elementi estranei all'immagine con l'inserimento di simboli della ceramica di Laveno e spunti di opere degli artisti più conosciuti.
Il modello verrebbe collocato nelle aiuole di ingresso del museo; in primo piano sulla destra la parte dedicata al MIDeC, con sullo sfondo la frazione di Cerro e davanti alcune opere di artisti che hanno fatto la storia della "Lago" (Campi, Andlovitz).
A sinistra ed a sfumare verso il fondo, predominante la porzione di lago, anche qui distorta dalla presenza del pesce del Biancini. Sullo sfondo poi il nucleo storico delle ceramiche lavenesi, dalla punta San Michele con la sua caserma austriaca a proseguire con lo stabilimento lago per sfumare verso il lungolago di Laveno. Dietro lo stabilimento l'ultimo elemento dirompente: la collina del castello deformata nel simbolo della Lavenite, uno dei marchi più importanti nella produzione artistica della S.C.I.
Il materiale scelto per la realizzazione del progetto è esclusivamente terra refrattaria con cottura a circa 1300°c, ciò per rendere inattaccabile nel tempo ed agli agenti atmosferici l'opera da posizionare all'esterno. Il colore previsto è quello naturale della terra refrattaria.